Ero sempre alla ricerca di informazioni preziose che raccontassero di epoche passate e che nel loro insieme avrebbero potuto riscrivere la storia dell'umanità, contrariamente a come la conosciamo oggi. Inizialmente a partire dal 2004, e non avendo la potenza di internet odierna, svolgevo le ricerche nelle librerie con affondi su autori di ogni genere riguardo a luoghi, eventi e personaggi chiave della storia.
Insomma guardando indietro, ed alla luce della svolta cristiana che sto compiendo ogni giorno (insieme con mia moglie), posso dire che da un lato ho guadagnato in conoscenza (senza vantarmi, non sono un erudito) e dall'altro lato ho capito che quella conoscenza è solo fine a se stessa, perchè cercavo assiduamente la verità assoluta in domande che non hanno mai avuto risposte.
Cercavo Dio nel posto sbagliato. Ironicamente oggi, un parroco potrebbe tranquillamente dirmi che «facevo Gesuologia»! Sì, indagavo fatti molto interessanti, ma il centro è sempre stato Cristo. Nella fede, non nella storia. Per usare un termine bibblico dell'Antico Testamento, ero uno "stolto". Ignoravo la presenza di Dio, con la presunzione di trovare chissà cos'altro che appagasse i miei costrutti logici sul perchè di ogni cosa che non quadrasse nei conti universali.
E quanti prima di me se non altro anche molto più qualificati, tra scienziati (come Zichichi) e filosofi (come Antiseri)? Si può parlare di creazionismo? Determinismo o casualità? Il mondo nasconde segreti che ribalterebbero tutto ciò che conosciamo? Badate bene, non è mia intenzione stimolare la vostra curiosità per trascinarvi in percorsi che non hanno fine. Leggete fino alla fine. In una corsa durata due decenni, leggevo con gli occhi dello studioso e con il cuore dello scettico, quando sarebbe stato più saggio fermarsi ... e così stato, ma non per mia espressa volontà, dal giorno alla notte. Ringrazio Dio per avermi aperto gli occhi.
Ma la fede è un'altra cosa. La sapienza divina non può essere compresa da quella umana. Sapete cosa intendo, se fate un cammino di fede. E così nel presente periodico, ogni tanto ho il piacere di far riemergere del contenuto che parli di storia. Non lo faccio per me (con fare nostalgico), piuttosto lo faccio per chi vive ancora nello scetticismo, o altro che possa impedire il suo avvicinamento a Dio. Ci sono passato e sono cosciente su cosa possa significare.
Scopriamo insieme il celebre "Testimonium Flavianum", in particolare un passo contenuto nell'opera storica "Antichità giudaiche" (Antiquitates Iudaicae, Libro XVIII, Capitolo 3) scritta dallo storico giudeo-romano Flavio Giuseppe. Sebbene l'opera sia stata completata intorno al 93-94 d.C. (e non precisamente nel 91 d.C.), il brano è universalmente noto per essere una delle citazioni extra-bibliche e storiche più antiche e discusse riguardo alla figura di Gesù Cristo.
Nel passo citato, Giuseppe Flavio menziona:
La figura di Gesù e la sua reputazione di maestro e operatore di miracoli.
La condanna alla crocifissione ordinata da Ponzio Pilato su pressione dei capi giudei.
La nascita del movimento dei "Cristiani".
Il testo nasceva 20 anni dopo la caduta di Gerusalemme. Bisogna sottolineare che Flavio non era un cristiano. Era fortemente anti-cristiano, era molto pro-Roma e pro-Sinedrio.
Ma cosa dicono gli storici moderni? Ebbene, si ritiene in gran parte che il testo originale di Giuseppe Flavio, ribadiamo autore ebreo pro-romano e non cristiano, sia stato parzialmente interpolato o rielaborato da amanuensi cristiani nei secoli successivi per accentuare le affermazioni sulla divinità e sulla risurrezione di Cristo.
Ok, ora però cosa diceva il testo? «In quel medesimo tempo apparve in Giudea un uomo straordinario chiamato Gesù, — se pure è lecito chiamarlo uomo. Egli fu un celebre operatore di miracoli, un maestro di coloro che desideravano ricevere la verità con semplicità, e attirò a sé molti discepoli, sia tra i Giudei sia tra i Gentili. Questo era il Cristo che Pilato, su accusa dei capi e dei grandi uomini della nazione, consegnò all'ignominioso supplizio della croce; ciò nonostante, coloro che lo avevano amato fin dal principio non lo abbandonarono. Egli apparve loro di nuovo vivo il terzo giorno dopo la sua crocifissione, evento che, insieme a innumerevoli altre meraviglie che lo riguardavano, era stato predetto dai profeti. E da allora fino a oggi esiste una stirpe di persone che portano il nome di Cristiani, riconoscendolo come loro capo, Signore e Maestro.»
Insomma, stiamo parlando di una testimonianza storica documentata che Gesù Cristo è esistito realmente. Era autentico. E ne rendono testimonianza in questa narrazione storica. Ricordate quando esortavo nel restare fedeli ad una sorgente reale? Ricordate, quando ho citato anche Alessandro Barbero in merito allo stesso argomento?
Attenzione, però! L'approccio puramente "documentale" pretende di analizzare la Bibbia come un reperto archeologico o un manuale tecnico, finendo per smarrire il suo vero messaggio salvifico, che si rivela solo a chi accoglie lo Spirito Santo con umiltà. In tal senso, avete molti esempi come Mauro Biglino il quale sottolinea sempre che lui non parla di fede.
Va bene, allora cosa conta più di tutto? Teniamo sempre a mente e nel cuore che non abbiamo bisogno di cercare Dio, perchè Dio è già con noi! Basta aprire la porta e lasciare che agisca. È la mia testimonianza, quanto è vero aver prodotto il presente periodico web come opportunità cristiana per me stesso, prima di esserlo anche per altri.
Per chi si ostina a ridurre la Scrittura a un semplice documento storico o cronachistico, approcciandola con un'analisi puramente razionale o speculativa (come nel caso del metodo letteralista/razionalista di Mauro Biglino) anziché lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, il versetto più calzante e profondo potrebbero essere i seguenti
✝️ 2 Corinzi 3:6 «Egli ci ha anche resi capaci di essere ministri di un nuovo patto, non della lettera, ma dello Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita.».
Poco più avanti, al versetto ✝️ 2 Corinzi 3:14, Paolo aggiunge un dettaglio fondamentale sul rischio di fermarsi alla sola lettura storica/materiale: «Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi, nella lettura del vecchio patto, lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è abolito.»
Sempre in ✝️ 1 Corinzi 2:14 si evidenzia come la sola analisi razionale, filologica o storica non sia sufficiente per cogliere il significato profondo della Parola senza la guida dello Spirito. «L'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia, e non le può conoscere, perché si giudicano spiritualmente.»
Anche Gesù rimprovera chi studia il testo sacro nei minimi dettagli storici e normativi, ma perde di vista il fine ultimo della Scrittura: l'incontro vivo con Dio. Ad esempio quando Gesù si rivolse ai farisei che analizzavano le Scritture senza capirle a fondo in ✝️ Giovanni 5:39-40 «Voi scrutate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo di esse la vita eterna; esse sono quelle che testimoniano di me. Eppure non volete venire a me per avere la vita!».
E infine quale migliore versetto se non estrapolato da ✝️ Proverbi 3:5-6 volto a condannare l'ostinazione dell'uomo nel fidarsi soltanto della propria capacità di indagine storica o intellettuale, e così trascurando l'amore del Signore: «Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. In tutte le tue vie riconoscilo ed egli appianerà i tuoi sentieri.»