«Non sprecherei il mio tempo cercando di convincerti ad adorarmi. No, mi limiterei a convincerti a non adorare affatto God. Ti direi che la verità è relativa: la tua verità, la mia verità, finché nessuno capirà più da che parte si veda il cielo. Ti sussurrerei: "Finché sei felice, allora è giusto".
Ti riterrei occupato. Troppo occupato per la preghiera, troppo occupato per la chiesa, troppo occupato per la comunità. (Questa ce l'ho messa io). Troppo occupato per farti domande eterne. Ti riempirei le mani con un telefono, così non avresti mai il tempo di unirle per pregare.
Distruggerei le famiglie, farei sparire i padri, renderei i matrimoni amari e i figli confusi. Se riesco a frantumare la casa, posso frantumare il futuro.
Dividerei la chiesa: discussioni banali, paragoni, risentimenti, la cultura dell'apparenza e dei leader celebrità. Se riesco a far combattere i cristiani tra di loro, non combatteranno mai me.
Ti desensibilizzerei. Renderei il peccato affascinante nei film, lo normalizzerei nella musica, ci scherzerei sopra nella comicità e lo celebrerei nella cultura, finché ciò che un tempo ti scioccava, ora ti intrattiene.
Attaccherei la tua identità. Ti farei dubitare di chi sei, a cosa appartieni e se vali qualcosa. Ti sussurrerei la vergogna così forte da non farti sentire la voce d'amore di Dio.
E attraverso tutto questo, non cercherei nemmeno di dimostrare che esisto. Il mio trucco più grande è convincerti che non sono reale. Perché se non credi che io esista, non mi opporrai mai resistenza»
Vedete, la Bibbia ammonisce il credente quando la tecnologia cessa di essere uno strumento e diventa un idolo, una fonte di orgoglio antropocentrico o un mezzo di distrazione e alienazione spirituale.
Dio non condanna l'ingegneria in sé, ma l'orgoglio che ne deriva. Quando la tecnologia viene sviluppata con l'illusione di poter "toccare il cielo" da soli, di bastare a se stessi e di "farsi un nome" sostituendosi al Creatore, l'umanità va incontro alla frammentazione e alla confusione.
Il capitolo 11 della Genesi è il prototipo biblico del progresso tecnologico usato per fare a meno di Dio: la tecnologia come delirio di onnipotenza, La Torre di Babele. Gli uomini scoprono una nuova tecnica costruttiva (il mattone cotto al fuoco e il bitume al posto della pietra e della malta) e la usano immediatamente per una sfida titanica.
✝️ Genesi 11:4
«Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci sulla terra».
Non da meno è anche la dipendenza dagli strumenti umani invece che da Dio. Nel mondo antico, l'apice della tecnologia militare era rappresentato dai carri da guerra in ferro e dalla cavalleria. I profeti ammonivano continuamente Israele dal cadere nella tentazione di idolatrare la propria superiorità tecnica invece di confidare nel Signore.
Applicato all'era moderna, questo è l'ammonimento contro il tecnocrismo, ovvero l'idea che la tecnologia possa risolvere ogni problema umano (malattie, povertà, felicità, solitudine). Quando l'uomo confida ciecamente nell'algoritmo o nell'ultimo dispositivo per trovare sicurezza, sta deificando un prodotto delle sue stesse mani.
✝️ Isaia 31,1
«Guai a coloro che scendono in Egitto per cercar aiuto, e si appoggiano sui cavalli, e confidano nei carri perché sono numerosi, e nei cavalieri perché sono molto potenti, ma non guardano al Santo d'Israele e non cercano il Signore!»
Anche l'alienazione, il rumore e la perdita della vigilanza sono punti di attenzione. La tecnologia moderna (social media, notifiche costanti, iper-connessione) crea un ambiente di costante stimolazione che rende difficile il silenzio e la concentrazione spirituale. Il Nuovo Testamento esorta continuamente alla sobrietà mentale e alla vigilanza.
La tecnologia non è intrinsecamente cattiva, ma la distrazione di massa che può generare (quello che i padri della Chiesa chiamavano acedia o dissipazione) anestetizza l'anima. Se la mente è costantemente catturata dallo schermo, non c'è più spazio per la preghiera, la meditazione profonda e l'ascolto della voce di Dio, che come ricorda il profeta Elia, parla in un "sussurro di vento leggero" (1 Re 19,12), non nel clamore della rete.
✝️ 1 Pietro 5:8
«Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi divorare.»
Infine resterebbe da considerare il criterio paolino: Libertà o Schiavitù? L'apostolo Paolo offre la regola d'oro per discernere l'uso di qualsiasi cosa il progresso metta a disposizione dell'uomo. Lo smartphone, l'intelligenza artificiale o la domotica sono leciti e utili, ma il cristiano deve chiedersi: «Sono io che uso lo strumento, o è lo strumento che sta dominando me?». La dipendenza tecnologica che isola l'uomo dal prossimo e distrugge le relazioni reali (violando il secondo comandamento, "ama il prossimo tuo") è la forma moderna di quella schiavitù da cui Paolo mette in guardia.
✝️ 1 Corinzi 6,12
«"Tutto mi è lecito", ma non tutto è utile. "Tutto mi è lecito", ma io non mi lascerò dominare da nulla.»
Per maggiori approfondimenti sul tema della tecnologia intelligenza artificiale, colgo occasione per rimandare all'articolo sulle riflessioni del Papa sulle moderne comunicazioni sociali ed anche ad un altro articolo correlato Sam Altman e gli "incubi" della tecnologia: abbiamo creato un nuovo idolo? Lavorando io stesso nell'ambito informatico, state certi che non mancheranno futuri articoli. La creatività deve essere difesa dagli attacchi del male!