Esempio: un avventore chiede ad un cristiano «Dio è pro-vita?». Il cristiano risponde «Sì». A quel punto l'avventore replica: «Mi dispiace, ma non è così. Dio ha fatto uccidere 42 bambini da orsi, solo perché prendevano in giro uno per la sua calvizia. È scritto nella Bibbia»
Vedete, questo argomento sembra non fare una piega, ma è frutto di una profonda ignoranza o peggio una voluta ignoranza per attaccare appositamente il cristianesimo. Ma prima di arrivare al punto, fatemi dire una cosa: come si fa a difendere l'aborto dicendo che va bene togliere la vita ai bambini, e poi ci si indigna se succede nella Bibbia? Ma torniamo a noi: sì, la storia è reale. L'episodio è accaduto ed esiste nella Bibbia, ma è totalmente fuori contesto. I versi recitano così:
✝️ 2 Re 2:22-25
Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunciata da Eliseo. Di là Eliseo salì a Betel. Mentre egli andava per strada, uscirono dalla città dei ragazzetti che si fecero beffe di lui dicendo: «Vieni su, pelato! Vieni su, pelato!». Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei ragazzi. Di là egli andò al monte Carmelo e quindi tornò a Samaria.
In molte traduzioni italiane e inglesi sembra che si parli di bambini piccoli, ma il termine ebraico originale si riferisce piuttosto a dei giovani uomini o a dei ragazzi. Quindi, potenzialmente si trattava di adolescenti o di una folla ostile, non di neonati che facevano battute. La parola ebraica tradotta spesso con "ragazzetti" o "fanciulli" è ne'arim. Nella Bibbia, questo termine non indica i bambini dell'asilo, ma giovani uomini, adolescenti o ventenni in età da lavoro o da combattimento (ad esempio, Salomone si definisce na'ar quando diventa re a vent'anni, e i soldati di linea vengono spesso chiamati così). Il fatto che fossero ben 42 indica che Eliseo non si è imbattuto in un gruppo di scolari, ma in una vera e propria gang di strada, una folla minacciosa che lo aveva circondato in una zona isolata.
Eliseo stava salendo a Betel. Betel era il centro principale del culto idolatra d'Israele, dove il re Geroboamo aveva istituito il culto del vitello d'oro in aperta ribellione a Dio. Quei giovani non stavano criticando la calvizie di Eliseo per bullismo estetico. L'insulto «Vieni su» (o «Sali!») era una provocazione teologica cinica: «Se sei davvero un profeta come il tuo maestro Elia che è "salito" in cielo, dai, sali in cielo anche tu, sparisci, togliti dai piedi!». Gridargli "pelato" era un modo per disprezzare la sua dignità di profeta consacrato. Era una ribellione aperta contro l'autorità di Dio. Infatti, non stavano deridendo Eliseo come persona: stavano deridendo e rifiutando l'autorità di Dio e ciò che Dio stava facendo attraverso Eliseo in quanto profeta.
Il contesto qui conta tantissimo. Questo accadde subito dopo che Elia fu assunto in cielo, quindi Eliseo era appena stato investito del nuovo ruolo di profeta di Dio, il profeta scelto per il Suo popolo. Era il messaggero designato da Dio per una nazione profondamente immersa nell'idolatria.
Prima che Gesù morisse per noi, Dio doveva dare segnali forti e chiari a queste persone per mostrare la sua autorità, la sua onnipotenza, ma anche la sua misericordia e il suo amore. Alla cultura moderna piace dipingere una versione edulcorata e "morbida" di Dio, ma la Scrittura ci mostra che Dio non è solo misericordioso, è anche giusto. E quando si manipola la Scrittura come fanno tali avventori (e tanti altri), ci si ritrova in quella stessa posizione.
Quindi, quando disprezzi Eliseo, un profeta importantissimo per Dio, stai disprezzando Dio stesso. E con Dio non si scherza. Dio è in realtà un Dio d'amore, e il motivo per cui ci protegge è perché noi abbiamo scelto Lui. E il motivo per cui ha protetto Eliseo è che lo aveva scelto come profeta d'Israele, il che si collega direttamente alla linea genealogica di Gesù. Attenzione, però: questo non è un pretesto per i credenti tale da attaccare chi li prende in giro. Oggi siamo sotto la Nuova Alleanza, in cui Gesù ci dice di pregare per coloro che ci perseguitano. La morale della storia è che Dio protegge chi sceglie Lui, e questo è vero amore.