"Il disegno di Dio non si negozia: Perché la Chiesa difende la verità biblica sulla sessualità".
Un altro d'impatto sarebbe stato anche questo: "Perché un vero cristiano non può celebrare l’ideologia LGBTQ."
O ancora una simile a questo: "Una grazia che libera, non che legittima: Il vero messaggio di Gesù per chi vive nella prigione del peccato."
E così via con un altro. "Dalla tolleranza alla verità: Il coraggio di dire no alla celebrazione del peccato per amore delle anime"
Puó capitare che nel leggere o ascoltare argomentazioni cristiane sul tema LGBTQ vengano fuori discussioni che puntualmente vedano la controparte offesa perché giudicata difettosa e che poi successivamente (ed inevitabilmente) emergano le solite argomentazioni difensive qualunquiste, decontestualizzate e quindi strumentalizzate per sostenere esclusivamente la propria ideologia e relativo stile di vita (peccaminoso) e che altro non sono che opinioni prive di senso, ad esempio: «Dio mi ha fatto così, Dio non esiste, quale Dio amorevole condannerebbe all'inferno, nella Bibbia non si condanna l'omosessualità, ecc...».
Per quanto sia possibile smontare tutte queste argomentazioni (dalle conclusioni affrettate) attraverso l'ascolto attivo della Parola di Dio che dona grazia e discernimento, esiste un'altra categoria di argomentazioni che trovano una maggiore difficoltà ad essere sradicate dalla mente delle persone perché sono avallate da altri "cristiani" le quali per giunta sono celebritá. Tali figure macchiano la Parola di Dio e finiscono per istituire veri e propri modelli mentali nelle teste dei loro fan secondo i quali ora il cristianesimo non solo accetterebbe ciecamente le ideologie LGBTQ, ma le agevolerebbe e celebrerebbe anche, e senza alcuna ammonizione
Capiamoci, non tutte le celebrità sono pericolose in tal senso; esistono esempi di figure famose e davvero cristiane nell'industria dell'intrattenimento, seppur si invita il lettore a prestare sempre attenzione tra cosa tali figure dicono e cosa fanno. Ma se fate caso, altre celebrità invece (quelle mascherate da cristiani) veicolano messaggi molto pericolosi e fuorvianti. Tra i tanti purtroppo, è il caso di Ms. Rachel una famosa youtuber americana dedita all'insegnamento dei bambini con al seguito oltre 20 milioni di followers il che significa che sta letteralmente influenzando la prossima generazione. Ms Rachel scrive così in un suo post: «Sono cristiana e supporto, celebro ed amo tutti i membri della comunitá LGBTQ. Con me siete ben voluti ed al sicuro»
Vedete, se Ms Rachel fosse davvero cristiana non avrebbe mai usato la parola "celebrare" e così rischiando di trasmettere un messaggio cristiano completamente distorto e capovolto. Infatti Gesù non celebrerebbe e quindi non sosterrebbe mai un peccato simile protratto dalla comunità LGBTQ. E non dovreste sostenerlo nemmeno voi, se vi professate cristiani.
Ora, è proprio qui che le persone ci mettono la loro libera interpretazione. Quando si dice «Non lo sosterrò mai», la gente sente «Io odio quelle persone». Ma non significa questo. Il vero amore è verità, e oggi la verità offende. È letteralmente impossibile parlarne contro senza che la gente pensi che stiamo odiando. ✝️ Galati 4:16 «Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità?»
La gente dice «Non giudicare, dovresti amare gli altri». Attenzione, sono cristiano e non odio la comunità LGBTQ. E proprio perché cristiano e mi attengo alla Parola di Dio, non sosterrò mai il peccato al quale ci invita il movimento LGBTQ. Non celebrerò mai il peccato. Alcuni tirano subito in ballo il versetto in cui si fa riferimento al giudizio ipocrita. ✝️ Matteo 7:1-5 «Non giudicate, affinché non siate giudicati. Perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi».
Sì, è un monito contro l'ipocrisia: Gesù chiede perché si noti una pagliuzza nell'occhio di un amico, mentre si ignora la trave nel proprio occhio. Tuttavia chi scrive non è gay, anzi è un cristiano nella posizione di segnalare la comunità LGBTQ, specialmente quando si tratta di qualcuno che simpatizza per essa e/o afferma di far parte della Chiesa. Infatti Ms. Rachel non solo simpatizza per la comunità LGBTQ, ma sostiene anche di essere cristiana. E qui sovviene il seguente versetto nel quale un cristiano è invitato a smascherare il male, soprattutto tra coloro che sono nella Chiesa. ✝️ Efesini 5:11 «Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente.»
Il versetto di Efesini 5:11 è uno dei mandati più decisi del Nuovo Testamento riguardo alla responsabilità morale del cristiano di fronte al male. Non si limita a chiedere un isolamento passivo, ma esige una presa di posizione attiva. A seconda delle versioni della Bibbia, la parte finale viene resa come "condannatele apertamente", "smascheratele" o "rimproveratele", dal verbo greco "èlegcho", che significa proprio mettere in luce l'errore, confutare o portare a galla la verità.
Paolo definisce il peccato e le azioni malvagie come "infruttuose". Le tenebre non producono nulla di duraturo o di vitale, solo vuoto. Pochi versetti prima, al versetto 9, l'apostolo aveva fatto il contrasto perfetto dicendo che «il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità». La luce produce frutti reali, le tenebre lasciano le mani vuote. Se leggete bene:
il primo imperativo è «Non partecipate». Il cristiano è chiamato a tirarsi fuori dalle dinamiche corrotte del mondo circostante. Significa non scendere a compromessi, non uniformarsi alla massa e non cooperare con ciò che è palesemente ingiusto o immorale.
In altre parole, la neutralità non basta. Paolo non dice semplicemente "andatevene via e fate finta di niente". Dice «ma piuttosto condannatele/smascheratele». Il silenzio di fronte al male può diventare complicità. Il cristiano ha il dovere di portare la luce dove c'è il buio, il che significa chiamare le cose con il loro nome.
Nel contesto della lettera di Paolo, questo compito non avviene attraverso un atteggiamento da inquisitori o con l'arroganza di chi si sente superiore, ma principalmente in due modi:
Con la propria vita (La luce per contrasto): Il versetto 13 spiega che «tutte le cose visibili sono manifestate dalla luce». Quando un cristiano vive con onestà, giustizia e integrità in un ambiente corrotto, la sua stessa presenza funge da "specchio" e da "luce", rendendo evidente e intollerabile la sporcizia delle tenebre circostanti.
Con la parola coraggiosa: Quando è necessario difendere la verità o proteggere qualcuno, il cristiano non si nasconde dietro un silenzio diplomatico, ma parla con franchezza (parresia).
Insomma, il versetto di Paolo è estremamente attuale sulla coerenza cristiana nella società moderna o sui social media. Offre una risposta forte a chi pensa che la fede debba essere un fatto puramente privato ed evidenzia la differenza tra il "giudicare le persone" (condannato in Matteo 7, di cui parlavamo poco fa) e il "valutare/smascherare le azioni malvagie", che è invece un dovere di discernimento spirituale.
Per non parlare di come si pone Gesù verso chi spinge gli altri all'interno della Chiesa a peccare. ✝️ Marco 9:42 «Chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare». Il versetto di Marco contiene uno degli avvertimenti più severi, grafici e spaventosi pronunciati da Gesù in tutti i Vangeli. Al centro di questo passo c'è il tema dello scandalo, inteso nel suo senso biblico originario: essere d'inciampo alla fede degli altri.
Nel linguaggio di Marco, "i piccoli" (mikroi in greco) non sono soltanto i bambini in senso anagrafico. Il termine indica i fragili nella fede, i semplici, gli indifesi, gli emarginati o i nuovi convertiti. Sono coloro che non hanno grandi difese teologiche o sociali e che si affidano totalmente a Dio e alla comunità dei credenti.
Oggi usiamo la parola "scandalo" per indicare qualcosa che disgusta o fa scalpore a livello morale. In greco, invece, skandalizo deriva da skandalon, che era il legnetto d'inciampo in una trappola per animali. Scandalizzare un "piccolo" significa quindi compiere un'azione, avere un comportamento coerentemente malvagio o mostrare un'ipocrisia tale da far cadere l'altro nel dubbio, fargli perdere la fede o allontanarlo definitivamente da Dio.
Gesù ricorre a un'iperbole drammatica per far capire la gravità del peccato.
La macina da mulino (in particolare quella trainata dagli asini, enorme e pesantissima) legata al collo rende l'annegamento istantaneo, totale e senza alcuna possibilità di riemergere.
Per la mentalità ebraica del tempo, morire in mare aperto senza ricevere una sepoltura in terra santa era considerata una delle sventure peggiori in assoluto, sinonimo di perdizione e di esclusione dal riposo. Gesù sta dicendo: una morte terrena così orribile è preferibile al giudizio divino che attende chi distrugge la fede dei semplici.
Il versetto di Marco 9:42 si lega perfettamente a quelli che abbiamo visto in precedenza. Se Matteo 7:1-5 condanna il giudizio ipocrita e Galati 4:16 parla del rifiuto della verità, ebbene Marco 9:42 mostra le conseguenze estreme di quando l'incoerenza dei cristiani (il "razzolare male") diventa un ostacolo per la fede altrui.
È un forte richiamo alla responsabilità comunitaria: le nostre azioni non hanno mai un impatto solo su noi stessi, ma possono edificare o distruggere l'anima di chi ci guarda.
Quindi, quando si dice che uno stia giudicando oppure odiando... ricordate, è un po' lo stesso motivo per cui Gesù è stato messo in croce: non piaceva nemmeno a loro sentirsi dire certe cose. Qui si parla dei nostri figli. Della nostra gioventù. Del nostro futuro. Se non si è d'accordo con il fatto che si prenda posizione contro tutto questo, penso che dovreste interrogarvi su dove si trovi davvero il vostro cuore, perché non potete convincermi che Gesù rimarrebbe in silenzio, se camminasse su questa terra oggi e vedesse una cosa del genere da parte di una persona così influente.