Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha firmato una risoluzione che proclama ufficialmente il mese di Giugno 2026 come il "Mese della famiglia nucleare", volto a celebrare il nucleo familiare composto da marito, moglie e figli. I sostenitori della misura affermano che essa intende riaffermare i valori della famiglia tradizionale e il disegno di Dio per la famiglia.
È un'azione difensiva contro l'insensatezza perpetrata dall'agenda LGBTQ che intendeva impossessarsi anche di un intero mese, quello di Giugno per l'appunto denominandolo "Pride Month" (dall'inglese, il mese dell'orgolio). La risoluzione ha un valore puramente simbolico e non influisce sulle leggi o sulle ricorrenze già esistenti.
Come al solito gli Stati Uniti, ma tutto il mondo in sè, è sempre stato un terreno fertile non solo per generare gli schemi più subdoli e ingannevoli, ma anche agevolarli nella quotidianità della popolazione. E questo accade puntualmente da secoli, ed anche con sospettose coincidenze. Ad esempio fateci caso, per gli Stati Uniti il mese del Pride cade nello stesso mese della Festa del Papà, cioè la terza domenica di Giugno (invece, in Italia è il 19 marzo). Mi chiedo se sia intenzionale, perché quando rendiamo gli uomini effeminati o li escludiamo completamente dal nucleo familiare, come nel caso di due donne che crescono una famiglia, che impatto pensate che abbia sui bambini?
Che effetto pensate che abbia sulle prossime generazioni? E stiamo già vedendo alcuni frutti di tutta questa follia, non solo oltreoceano ma anche qui in Italia: il caos, le ferite legate all'assenza paterna, la mancanza di disciplina, ordine e struttura, il rifiuto di accettare correzioni ... tutto questo sta portando al caos e alla distruzione. Il vero obiettivo del male.
Gli uomini devono farsi avanti ora più che mai. Per questo amo vedere questi cambiamenti, come anche quelli avvenuti in Ungheria (leggi articolo precedente: "L'Ungheria e la difesa dei minori: responsabilità Genitoriale"). C'è anche chi ha iniziato a bruciare la bandiera LGBTQ registrandolo a video e pubblicandolo online e qui purtroppo trasmettendo un messaggio di odio. Come cristiani, non dimentichiamo che Dio ama tutti, dal cristiano diligente all'omicidia, dal collega presuntuoso all'omosessuale.
Piuttosto Dio condanna lo stile di vita che si allontana dalla Sua Parola, e le ideologie LGTBQ non coincidono affatto con la volontà di Dio. La Parola di Dio è tutto ciò di cui tutti noi dovremmo vivere in pace nella piena libertà di scelta di schierarsi con Lui, vale a dire nel vero ed unico amore che è Dio stesso. ✝️ Matteo 4:4 «Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"».
Successivamente affronteremo il tema su come alcuni vorrebbero che sia la volontà di Dio a coincidere con la loro, generando così un relativismo morale in cui ognuno definisce la propria verità ed ancor peggio un "Dio a propria immagine"
Insomma, amo vedere che stiamo lottando e non credo che vedremo più le aziende spingere così tanto su questa folle agenda, almeno finché ci saranno amministrazioni o governi in grado di contrastarla. Dobbiamo continuare così, combattendo e promuovendo i veri valori cristiani e biblici della famiglia nucleare. Questo è ciò che vogliamo. Questo è ciò che vuole Dio.
Vi lascio però con questa riflessione: avete mai pensato a quanto gli uomini lottino davvero con l'orgoglio? È come una piaga per il genere maschile e rende così difficile per gli uomini fare ciò che dovrebbero, proprio perché rimangono bloccati nel loro orgoglio. E questo mese è il mese del Pride, dall'inglese "pride" che significa sia "orgoglio" , il motto del movimento LGBTQ spiegato nella sua reale significato nel precedente articolo "La verità dietro la bandiera Pride: un’analisi spirituale". Ribadisco, esiste una vera e propria guerra spirituale e tutti noi ci siamo dentro. Quindi, uomini, alziamoci in piedi. Combattiamo. Siamo ciò che Dio ci ha chiamato a essere.
✝️ Isaia 5 : 20
«Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre...»