Però, come la luce di Cristo deve essere messa sul candelabro, altrettanto la nostra luce, ricevuta in dono, deve brillare e diffondersi. Egli ci dice: “Risplenda allo stesso modo la vostra luce agli occhi degli uomini, affinché, vedendo le vostre buone opere, diano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.
Con l’incarnazione del Verbo ormai non vi è più nulla di segreto, nulla di nascosto che non debba essere manifestato e testimoniato; nulla c’è che non debba essere messo in luce fino agli estremi confini della terra.
Appare chiaro che i doni di Dio sono da accogliere, da testimoniare, da incarnare in noi, affinché la Parola anche in noi si faccia carne e ci innesti di nuovo nella Luce dello Spirito. Comprendiamo così che Cristo, Luce del mondo, ricrea nell’intimo ognuno di noi: diventiamo creature nuove! — Fonte: liturgia.silvestrini.org
✝️ Marco 4 : 21-25
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».