La malvagità dei soliti nemici di Gesù, ottenebrati dal male, nella loro cecità diceva: “Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni”. Giungono a dire, in modo blasfemo, che Gesù, splendore della gloria di Dio e rivelazione della sua immensa bontà e misericordia, era posseduto da uno spirito impuro. Attribuiscono a Gesù, rinnegando così la sua divinità, nella spudorata menzogna, ciò che essi erano realmente, assecondando nell’insanabile orgoglio le suggestioni diaboliche. Gesù, a quel punto, deve far comprendere tutto il peso e la gravità di quel peccato, dicendo in modo solenne in ✝️ Marco 3:28-30: “In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna”. — Fonte: liturgia.silvestrini.org
Spogliare il Signore della sua più sublime virtù, della sua stessa essenza, bestemmiando così contro l’Amore, significa privarsi volontariamente della possibilità del perdono; si ripercorre così personalmente il tristissimo percorso che ha scatenato l’inferno. Quando spegniamo e lasciamo morire la misericordia nasce l’inferno. Rifiutando e rinnegando l’Amore in Dio si rinnega il perdono e si rifiuta la misericordia. Così è accaduto a Satana, così accade inevitabilmente ai suoi seguaci. Ci conviene ripetere frequentemente: “Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”. — Fonte: liturgia.silvestrini.org