Come già accennato in precedenza nell'articolo 45, una simile impostazione di marketing cristiana sta provocando molto clamore tra le file delle persone contrarie a Dio con video virali che spopolano la rete oggigiorno. Ad esempio a molte persone come gli appartenenti della comunità LGBTQ+ non piace proprio che mettano un versetto della Bibbia sul proprio cibo, senza il loro consenso.
La risposta dei cristiani da tutto il mondo (me compreso) non si fa attendere, ed è presto detta ribaltando la prospettiva in modo giusto e corretto. Ebbene a noi cristiani, invece, non piace proprio che mettano certi libri nelle biblioteche dei nostri figli senza il nostro consenso di genitori. Non apprezziamo che piazzino cartoni animati chiarmaente di natura LGBTQ+ ovunque su Internet, su Netflix e in ogni singola app senza il nostro consenso, e così via perchè la lista è lunga al punto tale che Ted Sarandos, CEO di Netflix, è stato chiamato a renderne conto (leggi articolo 48)
Questa provocazione svela un'interessante dinamica della nostra cultura moderna. Da una parte è la doppia misura del mondo moderno.
Viviamo in una società che ha fatto della parola "consenso" il proprio dogma assoluto. Eppure, questo principio sembra valere a giorni alterni. Ci indigniamo se l'incarto di un cheesburger suggerisce un versetto che parla d'amore e salvezza («Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito...»), gridando all'indottrinamento.
Allo stesso tempo, però, accettiamo passivamente che:
I cataloghi di Netflix, Disney+ e dei principali servizi di streaming siano saturi di contenuti ideologici, spesso espliciti, mirati ai bambini senza che i genitori abbiano un reale controllo preventivo.
Le biblioteche scolastiche introducano testi complessi e discussi sulla fluidità di genere o sulla sessualità precoce, ignorando il primato educativo della famiglia.
In poche parole: un codice di tre cifre sotto un bicchiere di carta è "violazione del consenso", mentre il bombardamento mediatico quotidiano sui nostri figli è "progresso".
Dall'altra parte, ci dovremmo domandare che cosa sia il vero consenso? Il paradosso più grande è che proprio la Bibbia è il più grande trattato sul consenso mai scritto. Dio non impone mai Se stesso.
Il cristianesimo si fonda interamente sulla libertà umana:
Un invito, non una catena: Dio propone la salvezza, mostra la via, ma lascia l'uomo libero di accettarla o rifiutarla.
La vera libertà è nella Scrittura che ti spiegherà esattamente in cosa consiste il consenso. E non solo: ti dirà anche come pentirti e avere una vita migliore, con più gioia, più pace, per poi vivere in eterno
Concludendo, di cosa abbiamo davvero paura? Forse il fastidio per quel piccolo "Giovanni 3:16" stampato sul cartone non deriva dalla paura di essere indottrinati, ma dal disagio di ricordare, anche solo per un secondo, che esiste una Verità oggettiva. Un promemoria silenzioso che, in mezzo a un mondo che vuole ridefinire tutto, c'è Qualcuno (Gesù) che ha già pagato il prezzo per la nostra vera libertà.
La prossima volta che il mondo grida al miracolo per la propria "libertà di scelta", ricordiamoci di guardare cosa c'è davvero nel piatto: spesso ci viene servita un'ideologia preconfezionata, mentre la Parola di Dio rimane lì, discreta e gratuita, in attesa di un nostro "sì" sincero.