Prima, un passo indietro. Shia LaBeouf, di cui abbiamo raccontato la sua conversione al cattolicesimo, è stato ospite del podcast Real Ones di Jon Bernthal. Durante l'intervista, ha raccontato un episodio avvenuto in una palestra (una palestra di Brazilian Jiu-Jitsu). Shia ha spiegato che tre uomini gay massicci ("big gay dudes") avevano iniziato a toccargli le gambe e a fare commenti sessuali espliciti e non richiesti mentre lui era lì per allenarsi. Sempre nell'intervista, Lebouf ha esclamato intimorito: «Sinceramente, i gay di stazza mi fanno paura. Quando sono da solo e mi ritrovo vicino a tre tizi gay che iniziano a toccarmi la gamba, mi spavento. Mi dispiace. Se questo mi rende omofobo, allora lo sono.»
Mark Wahlberg, un altro esempio cristiano in Hollywood, ha confermato di pensarla allo stesso modo: se questo significa essere omofobi, allora anche lui lo è. Ora, tutti chiedono a gran voce che Whalberg venga denunciato o, per usare terminologia hollywoodiana, "cancellato" per i soliti motivi distorti in seno alla comunità LGBTQ e simili.
Fermi tutti. Avrei una domanda: abbiamo perso completamente il senno della ragione? Ma se qualcuno ti tocca senza il tuo consenso, si chiama molestia. Se qualcuno ti tocca in modo sessuale senza il tuo consenso, è violenza sessuale. E se sono in tre contro uno a fare una cosa del genere, si tratta di una violenza di gruppo. Personalmente, credo sia assolutamente razionale avere un po' di timore all'idea di essere aggrediti da tre uomini muscolosi. Non sareste un minimo preoccupati anche voi in una situazione simile?
Il nodo del contendere: per i critici, il linguaggio usato ("gay grossi") alimenta stereotipi pericolosi e omofobi. Mentre per i sostenitori, il punto non è l'orientamento sessuale, ma il consenso fisico: la paura di un'aggressione di gruppo (3 contro 1) è una reazione umana legittima, indipendentemente da chi sia l'aggressore. Siamo così di fronte a un caso classico di scontro tra sicurezza personale e sensibilità politica. È possibile denunciare una molestia senza cadere nel pregiudizio? O il linguaggio usato trasforma un fatto di cronaca in un attacco a una categoria?
Per molti, purtroppo, la discussione rimane ancora aperta. Allora ecco che ci risiamo con i ragionamenti distorti che ci fanno dubitare su ciò che è chiaramente errato tramite mezzi quali la sensibilità ed il permissivismo; gli stessi ragionamenti distorti che ostacolano la retta via indicata da Dio; quei ragionamenti che mietono vittime le quali oggi non possono pronunciare nemmeno parole di difesa, ma subire in silenzio la follia che pervade le masse che a loro volta sono chiaramente e palesemente in balìa alla manipolazione demoniaca fuori da ogni ragionevole dubbio umano e spirituale.